Il Salvataggio in un Lancio di Addestramento
È un giorno speciale per gli allievi paracadutisti: infatti, per molti di loro è il primo lancio, e presto conseguiranno il brevetto. Per noi istruttori, invece, è un normale lancio di addestramento, il sesto o settimo per me. Lancio perfetto. Riconsegno il paracadute e rimango in zona lancio a controllare, con la consueta apprensione, che i novelli paracadutisti (compresi quelli della mia squadra) non si trovino in difficoltà.
Tutto si svolge regolarmente. Tuttavia, ecco che proprio durante l'ultima serie di quel lancio di addestramento il vento a terra aumenta all’improvviso e comincia a soffiare a raffiche violente. Subito la stazione di controllo a terra avverte via radio di sospendere i lanci, ma è già troppo tardi: quegli ultimi paracadutisti, ormai, sono già fuori dall’Hercules, alcuni già appesi alle loro calotte bianche.
Emergenza in Zona Lancio
A terra, intanto, si fa fatica a mantenere l’equilibrio. Di conseguenza, immaginate ad essere attaccati a novanta metri quadrati di paracadute, in grado di esercitare – vi assicuro – una forza inimmaginabile! In pochi secondi gli ignari paracadutisti terminano la discesa atterrando violentemente, e subito dopo i paracadute cominciano a trascinarli.
Inoltre, grosse zolle di terra indicano, ironia della sorte, una recente aratura e aumentano notevolmente i rischi (sono trascinati ad una velocità vicina ai trenta Km/h). Sono teso, preoccupato ma pronto ad intervenire se si rendesse necessario. Seguo con lo sguardo parecchi di loro che, mettendo in pratica le tecniche specifiche provate e simulate fino alla nausea, riescono a limitare i danni.
Poi qualcosa attira la mia attenzione nel bel mezzo del lancio di addestramento. Lo vedo con la coda dell’occhio, si muove velocemente alla mia sinistra, guardo meglio: è un allievo, completamente in balia del paracadute che lo trascina a tutta velocità attraverso il campo arato. Lo percorre per tutta la sua larghezza, rimbalzando sulle zolle e le asperità del terreno.
Il corpo trascinato sembra inerte, cosa che rende la scena grottesca e preoccupante al tempo stesso. Lo guardo per una frazione di secondo, quasi ipnotizzato, mi sembra di vedere un film, un brutto film… Pertanto, mi sfreccia davanti, a qualche decina di metri, gli corro dietro, riesco a raggiungerlo, approfittando di una brevissima pausa tra una raffica di vento e l'altra. Afferro le funi del paracadute e le tiro verso il basso, come mi hanno insegnato, nel tentativo di afflosciare la calotta. Purtroppo, un’altra raffica gonfia nuovamente il paracadute e, nonostante tenga le funi saldamente, me le strappa dalle mani con tale violenza da scottarmi i palmi.
L'Inseguimento e la Fossa
Il poveretto ricomincia la sua corsa, trascinato via ad una velocità elevatissima. Gli corro dietro, ma non riesco ad essere altrettanto veloce: attraversa prima la strada sterrata che fiancheggia la fogna a cielo aperto, scende lungo il piccolo argine, entra nella fogna e la attraversa in velocità, come se nulla fosse, risale l'altro argine e continua la sua folle corsa. Io, invece, nel trovarmi all’improvviso la fogna davanti durante questo lancio di addestramento, ho una incertezza che si rivelerà fatale. Salto ugualmente più in lungo che posso, ma quell’incertezza mi ha tolto gran parte dello slancio e non riesco a raggiungere la riva opposta. Finisco nella melma densa e nerastra. In sintesi, anche io entro nel nutrito elenco di coloro che hanno sperimentato la famigerata “fogna", anche se non per mia imperizia.
Successivamente, mi tiro fuori da quello schifo e cerco di scorgere il paracadutista. Lo vedo mentre prosegue la sua tanto involontaria quanto folle corsa e riprendo a mia volta l'inseguimento, ormai sono notevolmente affannato. Fortuna vuole che qualche decina di metri più avanti una sorta di acquitrino unito ad una pausa tra le raffiche di vento rallenta a sufficienza la corsa del paracadutista e mi permette nuovamente di afferrarlo. È stato trascinato nell'acqua per parecchi metri, giace riverso e sembra privo di sensi: non c'è dubbio, sta soffocando!
Questa volta sgancio per prima cosa i "one-shot" del paracadute che si affloscia definitivamente, poi tiro fuori dall'acqua il ragazzo prendendolo per le spalle. È paonazzo in volto, anche perché le cinghie dell'elmetto, messosi di traverso, lo soffocano ulteriormente.
Lo libero, freneticamente, e lo trascino fuori dall'acqua. È conciato male, tanto che torna a respirare con regolarità solo dopo parecchi colpi di tosse. Fortunatamente, si riprende in fretta, lo aiuto ad alzarsi, a sistemarsi per quanto possibile poi recuperiamo insieme il paracadute e ci avviamo verso il punto di raccolta, concludendo l'emergenza di questo lancio di addestramento.
Quella sera stessa, in camerata, mentre sto preparando la branda per la notte mi sento chiamare, mi volto e vedo un allievo che scatta sull'attenti e mi saluta in maniera impeccabile. Rispondo al saluto guardandolo con aria interrogativa e lui mi dice: "Volevo solo ringraziarla per quello che ha fatto questa mattina, in zona lancio…".
Finalmente capisco, non l’ho riconosciuto e come avrei potuto! Nello stanzone è calato all’improvviso il silenzio, sento gli occhi dei miei allievi puntati addosso, sono spiazzato, mi hanno insegnato che nella mia posizione le emozioni è preferibile celarle. Vorrei abbracciarlo e forse lui vorrebbe fare lo stesso ma i ruoli impongono diversamente. Confuso riesco a farfugliare una sorta di risposta di rito e lo congedo frettolosamente.
Infine, dell'episodio conservo una foto in movimento (scattata dal fotografo professionista, tale EFOS) che mi ritrae, probabilmente, proprio mentre sto cercando di saltare la fogna, l'altra foto invece che mi ritrae insieme al paracadutista tutto imbrattato ma sorridente la dovrebbe aver conservata lui. Sono passati molti anni, ma mi farebbe un enorme piacere avere modo di rivederlo e salutarlo ancora, questa volta senza remore, chissà che un giorno, magari dopo aver letto un racconto, a ricordo di un lancio di addestramento indimenticabile.
(Immagini originali del Paracadutista Riccardo F.)







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